Cala il sipario.
E’ palpabile l’amarezza dei tifosi che speravano in un epilogo di stagione differente da ciò che è avvenuto; si sperava in un colpo di scena, in un imprevisto che cambiasse le carte in tavola.
Invece i biancorossi vengono condannati all’uscita dalla zona playoff proprio dal Cesena di mister Michele Mignani che vince a Modena per 0-1 in chiusura di match piazzandosi persino in settima posizione sopra il Palermo.
Al Druso la squadra di Longo tenta in ogni modo di svoltare il risultato ma ogni occasione non trova mai la giusta conclusione.
Potremmo definirlo un pareggio coerente rispetto a quello che è stato l’andamento decadente della seconda parte di un campionato che ha vissuto più momenti di down che up.
Formazioni ufficiali
Sudtirol (3-5-2): Poluzzi, El Kaouakibi, Mallamo, Pyyhtia, Pietrangeli, Tait (c), Kofler, Giorgini, Vergani, Molina, Odogwu
A disp.: Lamanna, Adamonis, Barreca, Martini, Gori, Davi, Rottensteiner, Casiraghi, Belardinelli, Merkaj, Veseli, Praszelik
All. F. Castori
Bari (3-5-2): Radunovic, Mantovani, Simic, Obaretin, Favasuli, Maita (c), Benali, Maggiore, Dorval, Favilli, Lasagna
A disp.: Pissardo, Oliveri, Novakovich, Bellomo, Bonfanti, Tripaldelli, Maiello, Falletti, Pereiro, Vicari, Pucino, Lella
All. M. Longo
Inizio in pieno stile biancorosso allo stadio Druso dove la squadra di Moreno Longo, evanescente rispetto a quanto eravamo soliti vedere e sentire dalla panchina, trascorre la prima metà dei quarantacinque minuti di gioco difendendosi da un Sudtirol agguerrito e competitivo.
Tante le azioni sprecate dalla squadra di Castori che, volendo utilizzare un eufemismo, divorano un intero cenone di capodanno: al 18′ Odogwu crea una giocata pericolosa in contropiede finendo in un face to face con Boris Radunovic che lo porta a calciare in alto rispetto alla traversa; stessi protagonisti e medesimo epilogo al 41′ con il portiere del Bari che devia e lascia in gioco una palla bollente sferratagli dal numero novanta del Sudtirol.
In apertura due sono state le occasioni maggiormente pericolose imputabili al Bari ed hanno un unico nome e cognome: Mehdi Dorval.
Il numero novantatre del Bari colpisce dapprima una traversa al 28′ e successivamente incontra la deviazione di Poluzzi al 43′.
Sulla scia di Dorval ci sono le azioni di Maggiore con un tiro troppo alto rispetto alla traversa e Favilli che dapprima tenta un tiro ad incrocio con deviazione di Giorgini e successivamente propone un colpo di testa che termina di poco fuori dalla porta.
La ripresa è tutta degli ospiti che ci provano all’estremo ma trovano l’opposizione netta di Poluzzi e della difesa del Sudtirol.
Il Bari non si arrende: sfiora la rete con Favilli in due occasioni e Lasagna tenta un tiro ad incrocio.
Longo cambia carte in tavola proponendo una serie di cambi Falletti su Maggiore, Lella su Maita, Oliveri su Favasuli e Bonfanti su Lasagna.
La squadra di Castori non concede nulla, tenta e ritenta in contropiede alla volta di un gol.
Al Bari viene annullata una rete segnata da Benali per fuorigioco in chiusura di secondo tempo.
La stagione termina così, con una sensazione di delusione per una mancata progettualità, per delle dichiarazioni che lasciavano intravedere garanzie, per delle accuse rivolte a chi si esprimeva e sentenziava già da molto tempo prima di quest’ultima partita parlando di una squadra priva di identità e di carattere.
Il Bari e la sua uscita dai playoff non è un qualcosa che sorprende, stupisce anzi.
Speranze per il futuro? Al momento ogni supposizione sembra vana.
Foto: SSC Bari
Claudia Santoro